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DeLorean DMC-12

Miscellanea > Film - Telefilm

DeLorean DMC-12 (Back to the Future: Part II, 1989) (1981)
- Sunstar -

DeLorean DMC-12 è l'unico modello di auto sportiva costruita dalla DeLorean Motor Company dal 1981 al 1983.

La DMC-12 (conosciuta anche semplicemente come la DeLorean, dato che fu la sola automobile prodotta dalla società) era caratterizzata da porte ad ali di gabbiano e dalla carrozzeria di acciaio inossidabile non verniciato. Vennero prodotti circa 9200 esemplari di DMC-12.

La vettura divenne celebre in tutto il mondo per la sua apparizione nella trilogia cinematografica "Ritorno al futuro" di Robert Zemeckis, nella quale veniva usata dal Dr. Emmett "Doc" Brown come base per la macchina del tempo da lui ideata.

Storia

William T. Collins, primo ingegnere e disegnatore, già capo ingegnere alla Pontiac, completò il primo prototipo della DeLorean DMC-12 nell'ottobre del 1976.
Originariamente era stato previsto di montare sul retro della macchina un motore rotativo Wankel, ma per risparmiare sul carburante in un periodo di scarsità mondiale di petrolio si dovette optare per un V-6 Douvrin PRV a iniezione. Collins e DeLorean avevano previsto uno chassis prodotto da una nuova e non collaudata tecnologia produttiva conosciuta come ERM (Elastic Reservoir Moulding), che avrebbe migliorato le caratteristiche di peso abbassando presumibilmente i costi di produzione. Questa nuova tecnologia, per la quale DeLorean aveva acquisito i diritti del brevetto, si rivelò però non adatta per la produzione di massa. Questi e altri cambiamenti al concetto originale dovettero essere introdotti per rispettare le scadenze. Si rese necessaria una revisione ingegneristica del processo produttivo quasi completa, che fu affidata all'ingegnere Colin Chapman, fondatore e proprietario della Lotus. Chapman sostituì molto del materiale dubbio e delle tecniche di produzione con quelle che erano correntemente utilizzate dalla Lotus; nello specifico, nella DMC-12 furono utilizzate la sospensione e lo chassis dalla Lotus Esprit.

L'originale progetto della carrozzeria, un'idea di Giorgetto Giugiaro, che aveva disegnato anche la Lotus Esprit qualche anno prima, venne lasciato quasi intatto, come pure la superficie esterna in acciaio inossidabile e le porte ad ala di gabbiano.

Lo stabilimento di produzione venne stabilito a Dunmurry, in Irlanda del Nord, a poche miglia da Belfast. La costruzione della fabbrica iniziò nell'ottobre 1978, ma problemi ingegneristici e di finanziamento consentirono di iniziare la produzione in serie solo nel 1981, con due anni di ritardo rispetto alle previsioni. Il personale addetto era anche largamente inesperto e le DMC-12 del 1981 vennero vendute senza garanzia. Questi problemi di gioventù vennero risolti a partire dal 1982, anno in cui i nuovi modelli erano dotati di una garanzia di 5 anni o 50000 miglia (80000 km).

Quando nell'ottobre 1982 la DeLorean Motor Company fu sciolta in seguito all'arresto di John DeLorean per traffico di droga (accuse da cui fu assolto due anni dopo), le DMC-12 non ancora assemblate furono completate dalla Consolidates (ora parte di KAPAC).

Nel luglio 2007 i proprietari di una società chiamata DeLorean Motor Company (omonima della società originaria, ma non direttamente ad essa collegata) hanno acquisito le proprietà intellettuali dell'automobile e hanno rimesso in produzione la DeLorean DMC-12. I primi esemplari sono stati resi disponibili verso la fine del 2008 e la produzione è attualmente di circa 20 esemplari all'anno.

Produzione

Tra il gennaio del 1981 e il dicembre del 1982 sono state prodotte circa 9200 DMC-12: un quinto delle auto sono uscite dalla fabbrica nell'ottobre del 1981, mentre la produzione tra febbraio e luglio del 1982 fu scarsa e riprese nell'agosto di quell'anno.

L'associazione dei proprietari di DeLorean afferma una produzione di solo 8583 DMC-12 in totale, 617 in meno rispetto a quanto dichiarato.

Costruzione e dettagli

Carrozzeria
La carrozzeria della DMC-12 era stata disegnata da Giorgetto Giugiaro in acciaio inossidabile AISI 304 e riprende sia nello stile che nella filosofia dei volumi ma, soprattutto per la scelta della carrozzeria in acciaio inox, i concetti base dell'Alfa Romeo Iguana del 1969. Escluse tre macchine ricoperte in oro zecchino, tutte le DMC-12 lasciarono le officine non coperte da vernice o altri rivestimenti. In effetti, esistono DeLorean dipinte, ma furono verniciate qualche tempo dopo l'uscita dalla fabbrica. Molte centinaia di "auto nere", ovvero DMC-12 carrozzate in fibra di vetro, furono prodotte per istruire le maestranze, ma non furono mai commercializzate.

La DeLorean appare come una vettura di lusso, ma di efficace manutenzione: pare che piccoli segni sulle superfici dei pannelli in acciaio inossidabile possano, a quanto si dice, essere rimossi con un panno per pulizia. I pannelli in acciaio inox erano fissati ad un monoblocco in fibra di vetro rinforzata, a sua volta fissato ad un telaio a doppia Y ripreso dalla Lotus Esprit.

Le pesanti porte ad ala di gabbiano della DMC-12 meritano un capitolo a parte. L'ovvio problema del loro corretto sostegno rispetto al resto della carrozzeria fu risolto dalla DeLorean con l'uso di barre di torsione predisposte criogenicamente e caricate a gas; questo, infatti, evitava l'insorgere di problemi di comodità, come negli anni seguenti si sono avuti sulla Mercedes-Benz 300SL (per maggiori informazioni CLICCA QUI) o sulla Bricklin SV-1. Le barre di torsione furono costruite dalla Grumman Aerospace ed è grazie ad esse che le porte fuoriescono dalla sagoma di soli 11 pollici (27,94 cm) rendendo relativamente facile aprire e chiudere l'auto anche in parcheggi affollati. Esattamente come per la Lamborghini Countach, le porte della DMC-12 usano finestrini piccoli, in quanto quelli di dimensioni normali non si potrebbero aprire completamente a causa del pannello corto.

Motore e trazione
La DMC-12 è azionata da un PRV V6, motore sviluppato in sinergia da Peugeot, Renault e Volvo. Esso deriva dal motore Volvo B28F, innestato con il sistema di iniezione Bosch K-Jetronic e modificato per essere montato al contrario.
Il PRV6 ha un angolo della V a 90°, 2,85 litri di cilindrata (alesaggio 91 mm, corsa 73 mm) e un rapporto di compressione di 8,8:1. Il monoblocco e la testata sono in lega leggera e il motore ha un singolo albero a camme. Da nuovo, questo motore è capace di erogare 95 kW (130hp) a 5.500 giri al minuto e 208 N·m di coppia motrice a 2 750 giri.
Il consumo indicato previsto era di 19 mpg (miglia per gallone US), pari a 8 km/l; test non ufficiali hanno confermato tali dati.
Per la DMC-12 erano disponibili due cambi: un cambio automatico a tre marce e un cambio manuale a 5 marce con un rapporto finale di 3.44:1. La maggior parte delle vetture venne fornita di cambio manuale, che era quello già montato sulla Renault 30.
Il motore della DMC-12 è montato dietro l'asse posteriore, come nel Volkswagen Maggiolino e nella Porsche 911. Il gruppo differenziale-trasmissione, invece, è posto davanti fra i due assi.

Sospensioni
Come già menzionato, la sottoscocca e le sospensioni della DMC-12 erano in buona parte basate sulla Lotus Esprit. La DMC-12 era dotata di quattro sospensioni indipendenti a quadrilatero sull'asse anteriore e di un sistema multilink su quello posteriore. Le sospensioni di tutte e quattro le ruote avevano molle a spirale e ammortizzatori telescopici.
La DMC-12 prevedeva un impianto frenante servoassistito con dischi da 254 mm sull'anteriore e 267 mm sul posteriore.
Il sistema di sterzatura prevedeva 2,65 giri del volante da un estremo all'altro della corsa e l'auto riusciva a girare su sé stessa in 35 piedi di diametro sterzata.
L'auto era dotata, in origine, di cerchioni in lega leggera da 14" (356 mm) di diametro sull'avantreno e da 15" (381 mm) sul retrotreno, equipaggiati da pneumatici Goodyear NCT radiali.
Dato che il motore era montato molto indietro sul telaio, la distribuzione dei pesi era divisa disequamente, circa 35% sull'avantreno e 65% dietro.

Prestazioni

Stando alle informazioni comparative fornite dalla DeLorean stessa, la DMC-12 impiegherebbe 8,8s da 0-60 mph (0-96, 56 km/h); la rivista Road & Track ha però cronometrato 10,5s, commentando che l'auto non fosse un granché eccitante ("..not a barn burner"..).
Confronti fatti all'epoca dalla DeLorean piazzerebbero la DMC-12 come la quintultima in ordine di velocità in una serie di dieci auto sportive.
Proprietari di DMC-12 sostengono che l'auto possa accelerare da 0-60mph in meno di 8s, ma non è tuttavia chiaro se questo sia possibile con il modello strettamente di serie.

Prezzi

La DMC-12 aveva un prezzo di vendita al pubblico suggerito di 25000$ (con un sovrapprezzo di 650$ per il cambio automatico), equivalenti a circa 53000$ del 2003. Varie fonti riportano che c'era una lista d'attesa di possibili compratori disposti a pagare anche un sovrapprezzo di 10000$ sul prezzo di listino. Dopo il fallimento della DeLorean Motor Company, le macchine ancora invendute vennero vendute sottocosto.
Prima di essere commercializzata, la DMC-12 sarebbe dovuta costare 12000$ (da qui deriva il numero 12 contenuto all'interno del nome).

Le DMC-12 avevano in listino solo 7 optional:

Cambio automatico (650$)
Telo copriauto sagomato (117$)
Tappetini interni con logo (84$)
Bande laterali larghe nere (87$)
Bande laterali sottili verdi (55$)
Portapacchi sul baule posteriore (269$)
Adattatore portasci

La dotazione standard di accessori era invece costituita da:

Carrozzeria in pannelli di acciaio inox
Portiere ad apertura ad ali di gabbiano con barre di torsione trattate criogenicamente
Sedili e finiture in pelle
Aria condizionata
Impianto stereo ad alta potenza
Alzacristalli e specchietti elettrici, chiusura centralizzata
Volante regolabile in altezza e lunghezza
Vetri colorati
Modanatura protettiva alle fiancate
Tergicristalli intermittenti
Lunotto termico

I prezzi della DMC-12 sul mercato dell'usato sono molto vari in base alle condizioni del mezzo ed in base alla domanda del mercato. Nel 2005, si possono valutare attorno ai 15000$ per esemplari funzionanti con poche miglia percorse. Le stime indicano in circa 6000 gli esemplari di DMC-12 sopravvissuti sino ad oggi.

La società texana chiamata DeLorean Motor Company, che, come già detto, non ha però alcun rapporto con l'azienda originale, vende attualmente delle DMC-12 restaurate a partire da 37500$ e modelli usati in base alle loro condizioni. Le auto sono anche disponibili con nuovi accessori moderni, come anche con motori più potenti e fari ad alta intensità.
Il vicepresidente dell'azienda ha dichiarato nel 2007 che c'è una forte domanda per questi modelli e che la lista di attesa è di otto mesi.

DMC-12 speciali

- La più famosa DMC-12 mai costruita è stata quella utilizzata nella trilogia Ritorno al futuro. Questa DeLorean è stata modificata dopo l'acquisto perché nei film viene usata come macchina del tempo. Per il primo film, Ritorno al futuro I, sono state utilizzate dodici auto.
- Esiste ancora uno dei molti prototipi di DeLorean, attualmente in restauro alla DeLorean Motor Company in Florida.
- La produzione di De Lorean è iniziata con il VIN 500; i VIN 502 e 530 sono stati utilizzati dalla Legend Industries come tentativo di concept per una versione doppio turbo del motore standard De Lorean PRV-V6. Il VIN 530 è attualmente in restauro presso la P. J. Gradys di New York.
- Si conosce la sorte di solo uno dei motori doppio turbo, che è stato acquistato verso la fine degli anni novanta da un appassionato che lo ha montato nella sua DeLorean standard.
- Per nulla sorprendente il fatto che almeno tre DMC-12 siano state usate in film pornografici ispirati alla trilogia di Ritorno al futuro.
Un VIN 500, speciale per essere stato il primo prodotto nel 1981, è esposto nel Crawford Auto-Aviation Museum di Cleveland, in Ohio.

DMC-12 placcate in oro

DeLorean aveva previsto di produrre un centinaio di DMC-12 placcate in oro a 24 carati, promuovendo questi veicoli tramite l'American Express. Tuttavia, ne vennero ordinati solo due modelli:

- Una di queste auto venne acquistata da Roger Mize, presidente della Snyder National Bank, che avrebbe pagato 85000 dollari per l'auto, che rimase esposta nell'entrata della banca per circa 20 anni prima di essere trasferita al Petersen Automotive Museum di Los Angeles;
- La seconda DMC-12 placcata in oro è attualmente in mostra al National Auto Museum di Reno, in Nevada, ed è la sola delle tre auto dorate prodotte ad avere un cambio manuale;
- Esiste una terza auto placcata in oro che porta la targhetta VIN per l'ultima produzione DeLorean, numerata 20105; quest'auto venne costruita in larga parte con parti che erano avanzate dall'assemblaggio delle altre due DeLorean dorate. Erano a disposizione tutte le parti con l'eccezione di una porta, per cui fu necessario far placcare un'altra porta perché l'auto potesse essere terminata, di conseguenza la tonalità di doratura e la granatura di quella porta sono differenti rispetto al resto dell'auto.

L'auto nei film della trilogia e il suo funzionamento

Nella trilogia di Ritorno al futuro la macchina del tempo DeLorean è il veicolo per viaggiare nel tempo usato da "Doc" Emmett Brown (Christopher Lloyd) e Marty McFly (Michael J. Fox) per viaggiare attraverso la storia della loro cittadina, Hill Valley, città immaginaria situata nella California settentrionale. Nella trilogia, la macchina del tempo è stata costruita da Doc con una normale DeLorean DMC-12 («..Dovendo trasformare un'automobile in una macchina del tempo perché non usare una bella automobile?..») che per spostarsi nel tempo necessita di una potenza elettrica di 1,21 gigawatt.

Funzionamento
L'operatore dentro la DeLorean deve azionare i circuiti temporali (anche detti tempo-circuiti o circuiti del tempo). Essi si attivano inserendo una chiave e si visualizzano con l'accensione di tre display a LED, che indicano la data e l'ora attuali, la data e l'ora impostate come destinazione e la data e l'ora da cui si è partiti l'ultima volta che la macchina è stata usata. Dopo questo procedimento, l'operatore deve impostare data e ora di destinazione sul display apposito, poi deve accendere il motore e accelerare fino a 88 miglia orarie (141,6km/h), finché il flusso canalizzatore non si attiva. La DeLorean sparirà in un "accecante" lampo di luce blu lasciando per terra due strisce di fuoco e l'operatore si ritroverà alla destinazione di tempo impostata. Una volta arrivata a destinazione, la DeLorean sarà molto fredda e ricoperta di ghiaccio, per l'assorbimento di energia del trasferimento temporale.

Va precisato che il veicolo si sposta solo nel tempo, nel senso che la posizione in cui appare alla fine del salto temporale è esattamente la stessa in cui sparisce all'inizio del salto stesso. Ovviamente lo spostamento però avviene anche nello spazio, perché il punto di partenza e arrivo si muove insieme alla Terra, e con esso anche la DeLorean.

Alimentazione
In Ritorno al futuro, Doc alimenta la DeLorean con del plutonio, in modo da creare una reazione nucleare, unico modo per generare gli 1,21 gigawatt di potenza necessari al salto, ma per rispedire Marty nel 1985 il Doc del 1955 è costretto a ricavare l'energia usando la scarica di un fulmine, non disponendo di plutonio. In Ritorno al futuro - Parte II, sulla macchina, al posto del serbatoio di plutonio, viene installato il dispositivo Mr. Fusion, che consente di ricavare l'energia necessaria dai rifiuti. In Ritorno al futuro - Parte III, Doc dice a Marty che «Il generatore di fusione dà energia ai tempo-circuiti e al flusso canalizzatore, ma il motore a combustione interna funziona con la normale benzina, lo ha sempre fatto!».

Equipaggiamento
La DeLorean in Ritorno al futuro - Parte II è equipaggiata di un dispositivo a reazione che le permette di sollevarsi con le ruote parallele al suolo e volare. In seguito, nel finale della Parte II, questo dispositivo si danneggia perché il veicolo viene colpito da un fulmine, che manda al contempo Doc nel 1885.

Nel videogioco pubblicato per PS3 nel 2011, la DeLorean ricomincia a volare nel secondo dei cinque episodi, e acquisisce due nuovi gadget:

- Il primo è l'Automatic Retrieval System (Sistema di recupero automatico), che sovverte le condizioni di viaggio nel tempo della DeLorean, permettendole di ritornare alla casa di Doc negli anni ottanta senza dover arrivare a 88 miglia orarie, ed entra in funzione dopo un po' di tempo che la macchina non viene usata. Viene aggiunto da Doc dopo gli eventi di Ritorno al futuro - Parte III, affinché Marty potesse aiutarlo nel caso in cui fallisse nel ritornare a casa da un'altra epoca;
- Il secondo è un sistema antifurto aggiunto dall'alter ego di Doc del presente alternativo, Citizen Brown. Consiste in tre spine piazzate sulla DeLorean, due sul cofano e una vicino al Mr. Fusion, alle quali si possono attaccare tre radar, per controllare a distanza i circuiti temporali e il flusso canalizzatore della DeLorean tramite un altro radar.

Flusso canalizzatore
Il flusso canalizzatore (nell'originale flux capacitor, nella serie animata tradotto più fedelmente in condensatore di flusso) è il dispositivo fondamentale per viaggiare nel tempo. Esso è situato dietro i sedili della DeLorean e appare come un incrocio a "Y" di tre tubicini, sistemato in uno scompartimento rettangolare.
Originariamente Doc ha concepito l'idea il 5 novembre 1955, mentre appendeva un orologio in piedi sul water. La porcellana era bagnata e così scivolò battendo forte la testa sul lavandino; non appena riprese i sensi ebbe una visione, un'immagine scolpita nella Mr. Fusion Home Energy Reactor (anche chiamato generatore di fusione nel doppiaggio italiano) è un apparecchio usato come fonte di alimentazione dalla DeLorean nel secondo e nel terzo film della trilogia. Compare per la prima volta alla fine del primo film; per costruirlo gli attrezzisti hanno parodiato la realtà modificando un macinacaffè, il Krups Mr. Coffee (per la precisione un modello 223A Coffina Coffee Grinder).

Questo dispositivo estrae energia dai rifiuti che vengono inseriti al suo interno, avviando una fusione nucleare per alimentare i circuiti temporali e il flusso canalizzatore. Nei film il dispositivo consente alla DeLorean di sviluppare gli 1,21 gigawatt necessari al flusso canalizzatore per viaggiare nel tempo. L'energia prodotta dal dispositivo sostituisce la carica di plutonio che, nel primo film, era la fonte di alimentazione principale della DeLorean.

In Ritorno al futuro - Parte III, quando Doc sta parcheggiando la DeLorean all'arrivo nel 2015, si può notare una scritta su un bidone alle loro spalle: Fusion Industries. Evidentemente è il nome della ditta che produce i dispositivi Mr. Fusion. È quindi un dispositivo regolarmente in commercio nel futuro, non un'invenzione di Doc.testa, un'immagine del flusso canalizzatore. Quando Doc mostra a Marty il congegno nel 1985, racconta che gli ci sono voluti 30 anni e tutto il suo patrimonio per realizzare l'invenzione.

Nel primo film, il flusso canalizzatore è alimentato da una pila atomica al plutonio (una reazione nucleare è l'unico modo per sviluppare 1,21 gigawatt di potenza). Nel secondo e nel terzo, invece, occorre semplicemente introdurre della comune spazzatura nel dispositivo Mr. Fusion per attivare la fusione nucleare e sviluppare gli 1,21 gigawatt. La macchina, però, funziona solo in movimento quindi, per poter viaggiare nel tempo, oltre alla carica di plutonio oppure alla spazzatura inserita nel generatore, occorre che l'autovettura raggiunga le 88 miglia orarie (141,6 km/h), accelerando tramite il proprio motore o venendo spinta dall'esterno.
Un flusso canalizzatore più piccolo è apparso in Back to the Future: The Ride.

Come è stato costruito
Nei tre film non si descrive come sia stato costruito il flusso canalizzatore, benché a un certo punto Doc, nel primo film, accenni: «E inoltre, l'acciaio inossidabile del telaio ha permesso che il flusso...» venendo però interrotto dal ritorno della DeLorean dall'esperimento.

Elettronica
Sebbene flusso canalizzatore (condensatore di flusso nella sua traduzione letterale) sia una locuzione di fantasia, è poi stata utilizzata anche in reali contesti scientifici. Il brevetto numero 6084285 degli Stati Uniti descrive un "condensatore di flusso laterale con un perimetro frattale". L'idea è quella di creare un condensatore in un circuito integrato, dove una parte delle sue capacità rimane dentro i due driver un unico livello (da qui il concetto "laterale").

Il concetto di "flusso" è solitamente utilizzato in elettronica per la teoria elettromagnetica e per le sue applicazioni, ma raramente nel contesto di un condensatore. In linea generale, il termine flusso indicava semplicemente la rapidità con cui le quantità (ad esempio "carica elettrica") passano attraverso un'unità di superficie.

Mr. Fusion
Mr. Fusion Home Energy Reactor (anche chiamato generatore di fusione nel doppiaggio italiano) è un apparecchio usato come fonte di alimentazione dalla DeLorean nel secondo e nel terzo film della trilogia. Compare per la prima volta alla fine del primo film; per costruirlo gli attrezzisti hanno parodiato la realtà modificando un macinacaffè, il Krups Mr. Coffee (per la precisione un modello 223A Coffina Coffee Grinder).
Questo dispositivo estrae energia dai rifiuti che vengono inseriti al suo interno, avviando una fusione nucleare per alimentare i circuiti temporali e il flusso canalizzatore. Nei film il dispositivo consente alla DeLorean di sviluppare gli 1,21 gigawatt necessari al flusso canalizzatore per viaggiare nel tempo. L'energia prodotta dal dispositivo sostituisce la carica di plutonio che, nel primo film, era la fonte di alimentazione principale della DeLorean.

In Ritorno al futuro - Parte III, quando Doc sta parcheggiando la DeLorean all'arrivo nel 2015, si può notare una scritta su un bidone alle loro spalle: Fusion Industries. Evidentemente è il nome della ditta che produce i dispositivi Mr. Fusion. È quindi un dispositivo regolarmente in commercio nel futuro, non un'invenzione di Doc.

Sviluppo
La macchina del tempo ha attraversato diverse varianti durante la realizzazione del primo film, Ritorno al futuro. Nella prima bozza della sceneggiatura, la macchina del tempo doveva essere un dispositivo laser ospitato in una camera. Nel secondo progetto, invece, la macchina del tempo doveva essere un frigorifero. Il regista Robert Zemeckis, in un'intervista, spiegò che l'idea fu respinta perché pensava che i bambini, nei loro giochi ispirati ai film, avrebbero potuto iniziare a chiudersi nei frigoriferi e rimanervi intrappolati all'interno. Nel terzo progetto del film la macchina del tempo diventò un'autovettura, poiché Zemeckis pensò che la cosa migliore da fare era portarsela dietro. La specifica scelta della DeLorean DMC-12 è stata motivata con la scena in cui Marty arriva nel 1955 e va a finire nel granaio dei Peabody: essi, svegliati dal fracasso, vedono la DeLorean, credono che si tratti di una astronave aliena per le sue caratteristiche porte ad ali di gabbiano e pensano che Marty sia un alieno mutato in forma umana. Riguardo al viaggio nel tempo per far ritornare Marty al 1985, inizialmente gli sceneggiatori pensarono di utilizzare un'esplosione nucleare: purtroppo gli effetti speciali di quel tipo, negli anni Ottanta, erano molto più costosi di oggi, e così la fonte di energia fu cambiata in un fulmine.

Quando gli sceneggiatori decisero che la macchina del tempo sarebbe stata costruita su un'auto, il dipartimento artistico venne incaricato di fare bozzetti per la struttura della DeLorean. Il primo artista ad affrontare il tema fu Andrew Probert. Tuttavia il produttore Bob Gale reputò i suoi disegni «troppo perfetti»: l'aspetto della DeLorean secondo lui doveva essere più 'arrangiato', più pericoloso. Così il compito fu affidato a Ron Cobb. Le ventole e il reattore nucleare sul retro del veicolo sono stati un'idea di Cobb.

Anche la scelta del reattore nucleare si è rivelata molto importante. Dopo aver apportato le modifiche al veicolo, Probert tornò per finire il disegno della DeLorean e portarla alla sua forma definitiva. Alla fine del primo film della trilogia le ventole diventarono il sistema di propulsione per il miglioramento della DeLorean che, dopo essere stata nel futuro, ha potuto anche volare grazie alla "conversione hover".

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