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Impreza 555

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Subaru Impreza 555 #11 (Burns/Reid) Rally New Zealand (1994)
- Sunstar (Limited N° 67/1999) -

L'esordio dell'Impreza nel mondo dei rally avvenne nel 1993. La Legacy, sua "antenata", era infatti divenuta poco competitiva rispetto alle avversarie Ford Escort Cosworth e Toyota Celica ST185 e la Subaru quindi incaricò la Prodrive di preparare la nuova Subaru Impreza secondo i regolamenti di Gruppo A. La vettura fu denominata "555" grazie allo sponsor dell'epoca.

Il suo debutto avvenne nel Rally di Finlandia con Ari Vatanen e Markku Alén come piloti. Le restanti gare del 1993 furono utilizzate come gare test in vista delle stagioni successive.

Nel 1994 la competitività dimostrata dalla vettura attirò alla corte del team inglese un campione come Carlos Sainz e, come compagno di squadra dello spagnolo, la Subaru confermò Colin McRae.

La prima vittoria arrivò nell'Acropolis Rally 1994 grazie a Carlos Sainz. Il pilota spagnolo disputò una grande stagione perdendo il titolo soltanto all'ultima gara dopo un gran duello con la Toyota di Didier Auriol. In quella stagione le vittorie totali della Subaru furono 3, oltre alla vittoria di Sainz in Grecia arrivarono infatti le vittorie di McRae in Nuova Zelanda e Inghilterra.

Nel 1995 vennero riconfermati Mcrae e Sainz, mentre una terza vettura venne schierata per Richard Burns nelle gare sterrate e per Piero Liatti in quelle su asfalto.

La stagione fu entusiasmante ed entrambi i piloti di punta lottarono per il mondiale, ottenendo complessivamente 5 vittorie (tre di Sainz e due di McRae). Il titolo fu vinto proprio da Colin McRae che sconfisse in volata Sainz all'ultima gara.
Subaru vinse a fine stagione il suo primo titolo costruttori.

Nella stagione successiva Sainz passò alla Ford, mentre in Subaru, a sostegno di Mcrae, vennero scelti lo svedese Kenneth Eriksson e Piero Liatti.

Mcrae ottenne 3 vittorie che però, con altrettanti incidenti, non bastarono a conquistare il titolo, che venne vinto da Tommi Makinen su Mitsubishi. Questo non impedì però a Subaru di vincere il secondo titolo costruttori consecutivo.

In memory of Richard Burns (1971 - 2005)

Richard Burns è stato un pilota automobilistico britannico, campione del mondo WRC nel 2001 su Subaru Impreza, disputando in totale 105 gare con 10 vittorie.

Le sue prime esperienze di guida iniziarono a otto anni con una vecchia Triumph 2000. All'età di undici anni si iscrisse al "Under 17 Car Club", e divenne guidatore dell'anno nel 1984. Ma la svolta vera e propria avvenne due anni dopo, quando suo padre lo iscrisse alla scuola di rally "Jan Churchill's Welsh Forest", dove Richard ebbe occasione di guidare una Ford Escort per un giorno intero, capendo che quello sarebbe stato il suo futuro.

Nel 1990 la prima apparizione nel mondiale rally nella gara di casa, con una Peugeot 205 GTI con la quale, lo stesso anno, prese parte al Peugeot Challenge. Nel 1991 iniziò la collaborazione con Robert Reid, colui che divenne il suo copilota fino alla sua ultima gara. Nel 1993 entrò a far parte del Subaru Rally Team nel campionato nazionale britannico, compagno di squadra di Alister McRae (fratello del più noto Colin McRae). Vinse 4 gare e il titolo, diventando il più giovane campione nazionale inglese.

Nel 1996 è su Mitsubishi Carisma GT assistita da Ralliart, con la quale dà del filo da torcere ai piloti ufficiali Subaru Kenneth Eriksson e Piero Liatti durante il rally di Nuova Zelanda, prova valida per il campionato Rally Asia-Pacifico (al quale Richard partecipa) ed anche per il mondiale. L'ottima prova fatta sarà il suo biglietto da visita per l'ingresso in pianta stabile nel mondiale. Nel 1998 la prima vittoria a livello mondiale, al Safari Rally, sempre su Mitsubishi Carisma GT, bissata a fine stagione dalla vittoria al Rally di Gran Bretagna.

Nel 1999 è impegnato a tempo pieno con Subaru nel mondiale WRC, confrontandosi con piloti esperti quali Juha Kankkunen ed il futuro compagno di squadra Marcus Gronholm. Con la Subaru raggiunge l'apice della sua carriera ottenendo in tre anni otto vittorie in rally mondiali. In tre stagioni conclude per due volte al secondo posto della classifica mondiale piloti (1999 e 2000), e nel 2001, nonostante un'unica vittoria mondiale al Rally di Nuova Zelanda, vince il titolo mondiale grazie a una serie di buoni piazzamenti ottenuti durante tutta la stagione.

Nel 2002 viene ingaggiato dalla Peugeot dove però subisce molto la concorrenza interna dei compagni di squadra Marcus Gronholm sui tracciati sterrati e Gilles Panizzi sull'asfalto. Conclude il mondiale al quinto posto e con 5 podi contribuisce alla vittoria della squadra francese nel campionato mondiale marche. L'anno seguente si arrivò al Rally di Gran Bretagna (ultimo rally della stagione) con Burns che aveva guidato il mondiale per buona parte della stagione ed era ancora in corsa per la conquista del titolo. Alla vigilia dell'evento rimase vittima di una sorta di "blackout" mentre si trovava al volante della sua vettura. Fu escluso dalla gara in attesa di accertamenti medici che diagnosticarono la presenza di un astrocitoma, un tumore al cervello.

Per un po’ Richard riusci’ a sconfiggere il fato e nell’estate del 2004 lascio’ l’ospedale con qualche miglioramento. La vita lontano dai rally rivelò un altro aspetto della personalità di Richard, un uomo in pace con se stesso e che aveva finalmente trovato la serenità insieme a Zoe, la sua ragazza. Certo, non era mai stato un uomo stravagante e smanioso di denaro, lo dimostra il fatto di non aver mai comprato appartamenti a Monaco o Jet privati o altre stravaganze che molti dei suoi colleghi avevano.

L’ultimo periodo della sua vita lo trascorse ad Andorra, un posto che amava particolarmente, gli piacevano le persone del posto e i paesaggi che offriva, cose che possono essere apprezzate da chiunque. Un amico intimo di Richard ha detto: "R
ichard amava le cose semplici: la vita e l’amore. Quantomeno alla fine le ha trovate".

Un grande uomo quindi oltre che un grandissimo pilota. Una generazione di piloti si è ispirata a lui, non ultimo Sebastien Loeb che ha detto a suo onore:
“Quando cercavo di imparare a guidare una vettura WRC, mi ispiravo a lui. Era pulitissimo e precisissimo nella guida, ed era stupefacente il controllo che aveva della macchina. Molto di quello che sono è merito di Richard.”

Una delle persone che lo conoscevano meglio è il suo navigatore, Robert Reid, che ha detto:
“Credo che farebbe un gran bene ai giovani piloti leggere il libro su Richard, per vedere il lavoro e la passione che ha messo nella sua carriera, per ispirarsi a lui come lo sono stato io”.

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