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Integrale 16v Sanremo '89

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Lancia Delta Integrale 16v #1 (Biasion/Siviero) Rally Sanremo (1989)
- Sunstar (modified) -

Il primo agosto del 1989 la Lancia introdusse la sua nuova vettura da competizione omologata sulla base della Delta Integrale 16v di serie. Per la prima volta un'auto da rally Lancia-Martini non fu presentata nella classica livrea bianca, bensì con la carrozzeria verniciata di rosso.

La scelta del nuovo colore fu operata da Giorgetto Giugiaro per provocare maggiore impatto sui media. Purtroppo, quei modelli scomparvero dalla scena dopo il primo appuntamento con il Mondiale a Sanremo.

Naturalmente, la novità più interessante della Integrale 16v Gruppo A fu rappresentata dal motore appositamente elaborato per le competizioni. In contemporanea al regolamento FIA di Gruppo A, gli interventi atti ad aumentare le prestazioni furono possibili solo entro limiti relativamente ristretti.
Erano ammesse, ad esempio, modifiche alla competizione della miscela aria-benzina, alla distribuzione, all'accensione, al circuito dell'olio e a quello di raffreddamento, ma solo a condizione che gli elementi costruttivi della vettura di serie omologata non venissero surdimensionati nei valori principali.

La nuova testata a 4 cilindri, il turbocompressore più piccolo e l'intercooler più efficiente comportarono modifiche anche alla gestione dell'elettronica dell'impianto di overboost. Il motore delle vetture Gruppo A disponeva di un sistema di accensione con quattro piccole bobine montate direttamente sulle candele di accensione.
Rispetto alla versione di serie, il radiatore dell'olio e quello dell'acqua avevano massa radiante di dimensioni maggiori. In alcuni rally venne aggiunto anche un radiatore supplementare per l'olio del cambio. In seguito a queste modifiche, il motore fece registrare una potenza di 295cv a 7000 giri al minuto.
Così equipaggiata, la Lancia poteva guardare con fiducia alle ultime prove della stagione 1989, per poi iniziare quella nuova con un'automobile ancora migliorata.

All'inizio dell'annata agonistica 1990 entrò in vigore un nuovo regolamento della FIA, che imponeva alle vetture di Gruppo A il limite di potenza a 299cv. A questo scopo, tutte le auto con turbocompressore, quindi anche la Delta Integrale 16v, furono dotate di Air Restrictor, un dispositivo che riduceva la sezione di passaggio dell'aria che passava per la farfalla nell'aspirazione del turbo.

L'incremento di potenza del motore 16v richiese inoltre un adeguamento della trasmissione, sia per quanto riguardava il già robusto albero a giunti cardanici (struttura tubolare in carbonio con peso particolarmente basso) sia per il cambio di velocità, quest'ultimo con ingranaggi a denti dritti, a sei velocità più retromarcia.

La frizione idraulica bidisco era realizzata in materiale metallo-ceramico. I differenziali anteriore e posteriore erano autobloccanti e, in base al percorso e alle caratteristiche delle singole gare, la ripartizione della coppia tra i due assi veniva definita in modo ottimale, modificando il rapporto del differenziale centrale e del giunto viscoso Ferguson.

Il diametro dei dischi autoventilanti dei freni anteriori fu portato a un massimo di 332 millimetri, ma all'occorrenza era possibile montare dischi con diametro di 282 o 313 millimetri.
Con l'adozione all'avantreno di pinze fisse a quattro pistoncini, migliorò notevolmente la capacità di frenata durante le prove speciali, prevalentemente in quelle su asfalto (per esempio nel Rally di Corsica).

Nel Gruppo A, l'utilizzo dell'ABS non era permesso dal regolamento tecnico; per la massima efficienza frenante il pilota poteva però utilizzare un ripartitore che bilanciava l'azione frenante tra l'asse anteriore e quello posteriore.

Lo schema del telaio replicò a grandi linee quello della vettura di serie, adottando sospensioni a ruote indipendenti tipo McPherson, quella anteriore con bracci oscillanti e barra stabilizzatrice e quella posteriore con bracci trasversali, puntoni di reazione e barra stabilizzatrice.

Furono introdotte alcune novità per quanto riguardava i cerchi e i pneumatici: nelle prove su asfalto furono sperimentati i cerchi scomponibili Speedline, che potevano essere integrati con dischi in carbonio che assicuravano un ottimo deflusso dell'aria surriscaldata grazie a razze lamellari. Per i rally su terra, la Michelin sviluppò gomme speciali di nuova generazione.

La novità di maggiore rilievo emerse, in realtà, durante la prima uscita della Delta HF Integrale 16v di Gruppo A in occasione del Rally di Sanremo del 1989, dove la vettura sfoggiò una nuova livrea Martini rossa; le note strisce blu e bianche su base rossa non risultarono però fotogeniche nè di forte impatto estetico e, a partire dal rally successivo, fu ripresa la consueta colorazione bianca della carrozzeria.

Rally di Sanremo (Italia, 8-12 ottobre 1989)

Al momento più opportuno, la Lancia presentò il suo nuovo asso nella manica: la Delta Integrale 16v. Con la vittoria al volante della leggendaria "rossa", Miki Biasion si assicurò il suo secondo titolo mondiale consecutivo.
Con un distacco di soli 5 secondi, Alex Fiorio giunse secondo al volante della "vecchia" integrale. Dario Cerrato, con un'altra Delta del Jolly Club Team, si piazzò al quarto posto alle spalle della Toyota di Carlos Sainz.


Fonte:
Lancia Delta HF Integrale - Storia di un auto di successo (Blaettel/Wagner)

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