Hosting gratuito e dominio gratis offerti da HostingGratis.it

www.vintagemodels.it


Vai ai contenuti

Sanremo '78

My collection > Lancia > Stratos HF

Lancia Stratos HF #4 (Alen/Kivimaki) Rally Sanremo (1978)
- Kyosho -

Markku Alén è uno dei piloti di rally più veloci di sempre e solo i suoi numerosi incidenti gli hanno impedito di conquistare più vittorie: è stato il primo driver scandinavo a diventare iridato WRC, il primo a portare l’iride alla Fiat e il secondo, dietro solo a Sébastien Loeb, ad aver conquistato più prove speciali in carriera. Di seguito una breve storia di uno dei rallisti più amati del nostro Paese, un uomo che ha corso per quindici anni con auto italiane e che è stato capace di primeggiare su tutte le superfici.

Markku Alén nasce il 15 febbraio 1951 a Helsinki (Finlandia). Dopo aver preso dal padre, campione finlandese di corse su ghiaccio, la passione per i motori inizia a correre nei rally nel 1969 e conquista il 9° posto assoluto al 1000 Laghi (corsa locale all’epoca valida per il campionato europeo) al volante di una Renault 8.

Nel 1970 ci riprova, senza successo (ritiro), con una Opel Kadett, mentre l’anno seguente chiude al terzo posto con una Volvo 142 (fornita dall’importatore finlandese del brand svedese). Con la stessa vettura affronta due gare nell’europeo 1972 ottenendo come miglior piazzamento un altro terzo posto al 1000 Laghi e gareggia per la prima volta all’estero: 12° al RAC (Regno Unito) valido per il Campionato internazionale costruttori (antesignano del Mondiale).

Il debutto nel Mondiale

Markku Alén debutta ufficialmente nel WRC in occasione della prima edizione del 1973. Dopo l’incredibile secondo posto al debutto (Mille Laghi con Volvo), viene ingaggiato dalla Ford e arriva terzo al RAC con una Escort.

La Coppa FIA 1978

Nel 1978 Markku Alén conquista il suo primo e unico Mondiale in carriera (più precisamente la Coppa FIA Piloti) grazie alle due vittorie conquistate con la 131 (Portogallo e 1000 Laghi) e al successo con la Lancia Stratos, chiesta e ottenuta dal driver nordico per correre al rally di Sanremo. Con la sportiva torinese arriva anche la vittoria al Giro d’Italia automobilistico.

E il più latino dei piloti finlandesi, sicuramente il più simpatico per la sua verve. Uno dei più grandi talenti rallistici espressi dalla Finlandia, vincitore della Coppa Fia piloti nel '78 e anche del Costa Smeralda nel 1981 su Fiat 131 Abarth e nel 1988 al volante della Lancia Delta Integrale. "Maximum attack" era il suo grido di battaglia. «Ma ora io vecchio..» dice il 50enne pilota finlandese «..io poter fare solo attack normale». Che impressione le fa correre di nuovo il Costa Smeralda? «L'impressione è buona e sono contento. Questa è la mia isola preferita. L'anno scorso con Miki Biasion abbimo pensato a sfida qui in gruppo N. Poi lui non è venuto e io sono qua con la Subaru Impreza Wrc dell'Aimont.» Le piace la macchina? «Sì, la macchina va molto bene, perché diretta e poi torna bene. Mi piace più della Ford che ho guidato in Finlandia». Che effetto si prova a vedere che in Sardegna lei è sempre ben voluto dalla gente? «Una grande emozione. In Sardegna si vive sempre bene e si mangia bene. La Stampa e gli spettatori sono tutti gentili con me qua sempre e io ho grande feeling con questa isola. Come con la mia Finlandia. E poi è dificile che mi facciano pagare in ristorante. Sarebbe bello venire in ferie con la famiglia. Qui il tempo è sempre bello. A Helsinki questi giorni piove e c'è già freddo. Voglio poi ricordare che io ho fatto qua molte prove tecnicali con la Lancia Delta S4. Nell'85, l'Isuledda era la speciale che facevo con maggior gusto. Ricordo poi nell'82 una pova in notturna con la Lancia 037. Era la prima gara di questa macchina». Come le sembra il Costa Smeralda 2001? «Una gara diversa. La prima tappa è dura, la seconda più guidabile, preferisco questa». Quanto è cambiato il rally in questi anni? «Ora sembra di essere in ufficio: partenza alle otto di mattina e ritorno in albergo sei di sera. Quando io giovane il rally era molto più duro. Ma i tempi sono cambiati, bisogna prenderne atto».


Fonte:
lanuovasardegna.gelocal.it

Cerca

Torna ai contenuti | Torna al menu