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Sanremo '85

My collection > Audi > quattro S1

Audi quattro S1 (E2) #5 (R÷hrl/Geistd÷rfer) Rally Sanremo (1985)
- OttOmobile (Limited n░2034/4000) -

Nel luglio del 1985 l'Audi present˛ un nuovo modello evoluzione, la S1, dotato di una vistosa carenatura, di prese d'aria pi¨ grandi, di un nuovo impianto frenante, e di cambio semi automatico.
Il nuovo motore turbo evoluzione era in grado di sviluppare 500cv ma, nonostante tutti gli sforzi, l'Audi era stata ormai superata dai nuovi modelli Peugeot e Lancia.

Nel 1986 l'Audi raccolse solo un terzo e quarto posto e dopo il rally del Portogallo si ritir˛ dalle competizioni. Ma la Quttro S1 venne ancora utilizzata nella famosa cronoscalata del Pikes-Peak in versione da 600 cv.

Il commento di Walter R÷hrl

Per portare la quattro Sport ai vertici del mondiale, l'Audi scelse nell'1984 il campione del mondo Walter R÷hrl che trov˛ la nuova auto veramente eccezzionale. Il pilota tedesco afferm˛ che guidare un'auto come questa era molto eccitante e pericoloso, perchŔ bisognava sempre ricordare che l'auto veniva prima del pilota. Inoltre, la quattro Sport era in grado di raggiungere velocitÓ incredibili e questo comportava una serie di problemi in fase di frenata.
Secondo R÷hrl le nuove tecnologie a disposizione delle case, avrebbero avuto un ruolo fondamentale per lo sviluppo di queste auto sopratutto per quanto riguardava le prestazioni e la sicurezza. Era molto difficile spiegare a un profano cosa si provava a guidare un'auto di questo tipo. Sarebbe stato come tentare di far capire a una persona astemia cosa significasse essere ubriaco. R÷hrl non riuscý ad esprimere le incredibili sensazioni che provava quando era al volante dell'Audi anche perchŔ, probabilmente, la maggior parte della gente lo avrebbe considerato un fanatico. Ma volle fare comunque qualche esempio. Prendiamo l'accelerazione: per passare dalla prima alla terza la quattro Sport impiegava solo 2 secondi, c'era cosý poco tempo che non riusciva nemmeno a guardare il contagiri, e questo era un problema serio perchŔ si rischiava spesso di finire fuori giri. Se voleva aumentare la velocitÓ di 400 giri gli bastava premere l'acceleratore di soli 5 mm. Quando usciva da una curva a circa 130 Km/h gli bastava un piccolo tocco dell'acceleratore per ritrovarsi a 160 Km/h; era come una piccola esplosione che gli dava la sensazione di essere alla guida di un razzo.

Niente a che vedere con la normale accelerazione, tutto avveniva terribilmente in fretta, cambio, accelerazione e frenata. Poi non bisognava dimenticare il fattore velocitÓ che per la quattro Sport era fondamentale. Se andava a 180 Km/h con la sesta marcia ingranata e decideva di aumentare la velocitÓ a 200, in teoria il differenziale di velocitÓ era lo stesso di una vettura normale che passava dai 30 ai 50 Km/h con la differenza che a 200 Km/h il pilota era schiacciato contro il sedile e l'auto diventava diffilcile da controllare. Era come essere alle prese con un branco di cavalli selvaggi, una sensazione davvero incredibile!

Per questo nuovo modello, l'Audi aveva fatto le cose in grande elevando la potenza del motore ad oltre 400 cv. Questo comportava per˛ grossi problemi di controllo della vettura e della tenuta con gravi rischi per piloti e spettatori. Secondo il pilota tedesco questa frenetica corsa alla sperimentazione avrebbe portato a una inevitabile revisione delle regole, in special modo per le vetture Gruppo B.

Un giorno forse le cose sarebbero cambiate e i piloti sarebbero stati costertti a correre incolonnati come sui binari del treno, allora la gente si sarebbe voltata indietro a ricordare le follie di quegli anni e la straordinaria potenza delle Gruppo B. (
Mondocorse - Le Favolose Gruppo B)


Fonte:
gruppob.net

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